Yahoo! riparte da browser visuale
Si chiama Axis, ed e' anche un'app per conquistare il mobile
25 maggio, 12:12
di Titti Santamato
Yahoo! prova a ripartire dopo i guai societari. L'azienda di Sunnyvale si rilancia nell'agone dei browser, che recentemente ha incoronato al numero 1 Chrome di Google, dando vita ad Axis, incentrato non solo sulla ricerca ma anche sulle immagini. Il progetto, ancora in via di definizione, funziona combinando la barra di ricerca oramai familiare a tutti gli utenti dopo anni di 'Googlelizzazione' alla rappresentazione grafica delle pagine collegata alla domanda inserita. Axix funziona come 'plug-in' nei pc e mac, ovvero come un'estensione che si appoggia ai principali browser disponibili, cioé Chrome, Firefox, Safari e Internet Explorer 9, ed è disponibile come app per iPhone o iPad scaricabile dall'App Store. Ecco come funziona. Una volta aggiunto al proprio browser, Axis diventa una piccola barra nera in basso al desktop. Se si va con il cursore su quella parte compare una finestra più grande nella quale si può inserire la ricerca. Che diventa particolarmente interessante quando si restringe alle immagini.
Le tradizionali 'query' diventano infatti una sorta di rassegna visuale di siti dalla quale scegliere il proprio risultato. Sembra quasi una piccola rivista monotematica da sfogliare, che ha una bella visualizzazione soprattutto su iPad, dove invece funziona indipendentemente dagli altri browser. Inoltre, la sincronizzazione di Axis via 'cloud' permette una continuità nell'esperienza di navigazione tra desktop e mobile, passando così senza soluzione di continuità da iPhone a pc a iPad, senza perdere traccia di quanto cercato in precedenza. Il plug-in è scaricabile da http://axis.yahoo.com/, l'accesso è garantito mediante account Yahoo!, Google o Facebook e permette la condivisione di contenuti su Twitter, Pinterest e via email. Con Axis Yahoo! cerca così di recuperare il ritardo accumulato nei confronti dei concorrenti, anche sul fronte mobile, dovuto a diversi guai societari. Dopo il fallimento nel 2008 del matrimonio con Microsoft che aveva messo sul piatto oltre 40 miliardi di dollari, l'azienda di Sunnyvale ha scontato anni di difficoltà che si sono tradotti in una serie di licenziamenti e problemi che i vari amministratori delegati che si sono succeduti non sono riusciti a risolvere. A partire da Carol Bartz sostituita nel settembre 2011 dopo due anni e mezzo di mandato per finire a Scott Thompson, a cui era passato lo scottante testimone, scivolato sulla vicenda del curriculum vitae falsificato, poi dimessosi qualche giorno fa per motivi di salute.







