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A Cannes tanta Italia ma in gara infine e' solo Garrone

Tozzi e Cicutto, delusione per assenza in altre sezioni SPECIALE

05 maggio, 13:11
Il regista Sergio Leone in un'immagine d'archivio Il regista Sergio Leone in un'immagine d'archivio
A Cannes tanta Italia ma in gara infine e' solo Garrone

di Alessandra Magliaro

ROMA - Reality di Matteo Garrone nel concorso della selezione ufficiale del festival di Cannes, Nanni Moretti presidente della giuria, il maestro Bernardo Bertolucci fuori concorso con Io e te, Dario Argento con Dracula 3d a mezzanotte, l'evento cinefilo-glamour C'era una volta in America con il director's cut integrale di Sergio Leone...bella e di qualità la squadra italiana al festival di Cannes che comincerà il 16 maggio. Ma tra selezione ufficiale e altre sezioni c'é in tutto un solo film in competizione a battere bandiera tricolore, ossia l'attesa nuova opera di Garrone in concorso. Possibile che il nuovo cinema italiano sia tutto lì?. "Peccato - dice all'ANSA non senza delusione Riccardo Tozzi, presidente dell'Anica - il cinema italiano più nuovo, più giovane, di rottura e di ricerca c'é, è forte e interessante e meritava la vetrina di Cannes.

L'attenzione nella selezione ufficiale c'é sempre per l'Italia, a differenza che in altri festival a cominciare da Berlino, ma mi hanno colpito una certa indifferenza nella Quinzaine e nella Semaine de la critique per il giovane cinema italiano e questo mi dispiace ma non corrisponde alla realtà. La media del cinema italiano di qualità e alta, a noi manca quello intermedio che sa unire film popolare e di qualità, in cui invece è grande il cinema francese, pensiamo all'esempio di Intouchables-Quasi Amici". Sottoscrive l'osservazione Roberto Cicutto presidente di Cinecittà Luce, che negli ultimi anni a Cannes si è preso varie soddisfazioni con Corpo celeste di Alice Rohrwacher e Le quattro volte di Michelangelo Frammartino. Dice all'ANSA Cicutto: "Avere un solo film nel concorso principale non è certo un segno di debolezza del cinema italiano ma il rammarico per non essere riusciti a portare a Cannes altro ed essere completamente assenti nella Semaine e nella Quinzaine è forte. Di entrambe le sezioni sono cambiati i vertici e quindi immagino anche i gusti dei direttori e non è ovviamente per diritto divino che si deve partecipare, oltre al fatto che nella selezione di quelle due sezioni c'é il meglio della produzione mondiale però...".

Per Cicutto alcuni titoli belli del Luce, che per mission deve valorizzare i nuovi talenti, c'erano e "speriamo di avere altre belle sorprese al di fuori di Cannes, come accadde la scorsa stagione per i fratelli De Serio Le sette opere di misericordia che da Locarno è andato a molti altri festival raccogliendo successi". E se la Fandango di Domenico Procacci ha prodotto il film di Garrone con Rai Cinema e parte già soddisfatta per Cannes, Andrea Occhipinti della Lucky Red invita a "non drammatizzare" sulla scarsa presenza, in competizione nelle varie sezioni, italiana. "Tante opere prime sono sul set e saranno pronte per altri festival. Ho l'impressione, pur avendo una versione parziale, che non ci fossero tanti nuovi film per Cannes. Del resto sul festival c'é sempre una problematica temporale, maggio non è un mese favorevole".

I TITOLI IN CONCORSO

Reality di Matteo Garrone
Moonrise Kingdom di Wes Anderson
Cosmopolis di David Cronenberg
Amour di Michael Haneke
De rouille et d'os di Jacques Audiard
Killing Them Softly di Andrew Dominik
Lawless di John Hillcoat
The Paperboy di Lee Daniels
Holy Motors di Leos Carax
Vous n'avez encore rien vu di Alain Resnais
In Another Country di Hong Sangsoo
Taste of Money di Im Sangsoo
Like Someone in Love di Abbas Kiarostami
The Angel's Share di Ken Loach
Beyond the Hills di Cristian Mungiu
Baad el mawkeaa (Apres la bataille) di Yousry Nasrallah
Mud di Jeff Nichols
Post Tenebras Lux di Carlos Reygadas
On the Road di Walter Salles
Paradise: Liebe di Ulrich Siedl
Jagten (The Hunt) di Thomas Vinterberg
Im Nebel (Dans la brume) di Sergei Loznitsa

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