Csm: Monti, inopportuna riforma organismo disciplinare
Palazzo Chigi, provvedimento non percorribile.
28 maggio, 10:58
Processi alle toghe condotti da giudici scelti dal Parlamento. La Repubblica 'anticipa' un progetto del Governo che - secondo il quotidiano romano - intende "sottrarre ai giudici il potere di mettere sotto processo, condannare o assolvere i colleghi che sbagliano" rafforzando di fatto i membri 'laici' di Palazzo dei Marescialli a discapito dei colleghi 'togati'. Una 'riforma' che, secondo la logica della maggioranza o pariteticità dei posti disponibili, ripescherebbe - sempre secondo il quotidiano - il vecchio testo fatto approvare nel marzo 2011 dall'allora Guardasigilli Angelino Alfano, per di più per via ordinaria. La notizia, forse complice la giornata festiva, passa quasi nel disinteresse generale degli osservatori politici e attende ben oltre dopo l'ora di pranzo per registrare la precisazione di Palazzo Chigi. "Con riferimento ad alcune ipotesi di riforma dell'organismo disciplinare della magistratura ordinaria, si precisa che il Presidente del Consiglio aveva già da tempo ritenuto tale iniziativa inopportuna e non percorribile, escludendola conseguentemente dai provvedimenti all'esame del Consiglio dei Ministri", è la secca replica del governo in cui viene inoltre assicurato che lo stesso Monti aveva anche già accolto, e "pienamente condiviso", l'ulteriore parere negativo pervenuto dal ministro della Giustizia, "ritenendo impossibile una simile riforma attraverso legge ordinaria anziché costituzionale". Parole che ricevono poco dopo il plauso del vicepresidente del Csm, Michele Vietti che accoglie con soddisfazione - e forse con un certo sollievo - "la smentita di Palazzo Chigi circa l'ipotesi di modifica con legge ordinaria della composizione della sezione disciplinare del Consiglio superiore".
Vietti sottolinea con particolare enfasi il riferimento ad una "bocciatura risalente, confortata dal parere negativo espresso a suo tempo dal ministro della Giustizia" che così "sgombra il campo da pretestuosi elementi di turbativa nei rapporti istituzionali che vedono in questo momento il Consiglio impegnato a sostenere lo sforzo di ammodernamento del sistema giudiziario. Il tema disciplinare - secondo il vicepresidente del Csm - è infatti da tempo al centro di un ampio dibattito che non esclude ulteriori interventi riformatori, ma nel contesto di provvedimenti organici, ampiamente condivisi e con soluzioni compatibili con i principi di autonomia e indipendenza della magistratura". E richiamando le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Vietti difende il lavoro della sezione disciplinare del Csm che "é caratterizzato da prontezza e accresciuta severità, che smentiscono frettolosi giudizi sul suo operato". Posizioni - soprattutto quelle di Monti - che non convincono l'Idv di Di Pietro che dal suo blog usa ironia per commentare quella che ritiene una marcia indietro del governo: "Molte ore dopo l'anticipazione - scrive il leader Idv - la presidenza del consiglio si è decisa a smentire. Meglio tardi che mai" aggiunge, stigmatizzando però che "il solo fatto che un progetto di tale enormità sia stato preso in considerazione dal governo, salvo poi essere giudicato 'inopportuno', è per me molto inquietante". Non crede, come lo stesso Di Pietro, ad un "episodio isolato, frutto quindi di un semplice equivoco o di una svista", nemmeno il responsabile giustizia dell'Idv, Luigi Li Gotti che parla apertamente - prima che giungesse la precisazione - di iniziative legislative che nascono "chiaramente nel segno della 'vendetta' della politica, così spesso messa sotto accusa dai magistrati".







