'Nrangheta: arrestato latitante, si nascondeva in un bunker
Operazione dei carabinieri Ros e del Comando provincia Reggio Calabria
02 agosto, 17:29Correlati
Si nascondeva in un bunker a Marina di Gioiosa Jonica, Giuseppe Aquino, di 50 anni, arrestato dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria dopo due anni di latitanza perche' coinvolto nell'operazione chiamata 'Il Crimine' contro le cosche della 'ndrangheta reggina. Aquino e' ritenuto uno dei principali esponenti dell'omonima cosca della 'ndrangheta. Il latitante era nascosto in un bunker sotterraneo al quale si accedeva attraverso una botola, con congegno elettronico, ricavato in un sottoscala realizzato nella cantina dell'abitazione della madre. Nella struttura i carabinieri hanno trovato dei sofisticati apparati tecnici utilizzati dal latitante per sottrarsi all'arresto.
GRATTERI,GIUSEPPE AQUINO E' BRACCIO ARMATO COSCA - "Giuseppe Aquino può essere considerato il 'braccio armato' dell'omonima cosca mafiosa di Marina di Gioiosa Ionica". E' quanto ha detto il Procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Reggio Calabria che ieri hanno arrestato il latitante Giuseppe Aquino. "L'arresto di Aquino - ha aggiunto - è da ascrivere interamente al pressante controllo del territorio da parte dei carabinieri del comando provinciale, del Ros, dei 'Cacciatori' e dello speciale nucleo di stanza a Locri". Giuseppe Aquino, detto 'u pacciu', è stato condannato in primo grado a 3 anni e quattro mesi di reclusione nell'ambito dell'operazione 'Crimine', l'inchiesta che ha svelato gli assetti della 'Ndrangheta nel reggino ed a Milano. Aquino, che era latitante dal 2010, e' stato rintracciato in un bunker sotterraneo ricavato nell'abitazione della madre a Marina di Gioiosa Jonica. "Un luogo evidentemente ritenuto sicuro - ha proseguito Gratteri - da dove poteva proseguire la sua attività di coordinatore delle attività illecite del suo clan (gestione di alberghi, imprese edili e servizi pubblici), decapitato dopo la cattura del fratello Rocco. E' stata un'indagine classica fatta di pedinamenti e di monitoraggi ambientali e telefoniche, fino a che è stato valutato il momento opportuno per sorprenderlo dentro il nascondiglio. Gli Aquino sono tra i promotori, con i Coluccio, dei traffici internazionali di stupefacenti, di cocaina, tramite broker internazionali che agiscono, con grande disponibilità di denaro, per loro conto in Centro e Sud America. Grazie a quegli enormi introiti il gruppo Aquino ha scalato non solo le gerarchie della ndrangheta calabrese, ma è divenuto il centro di un sistema attorno a cui ruota una miriade di imprese 'pulite' nei più disparati settori dell'economia".
CANCELLIERI, CONTRASTATA CON DETERMINAZIONE - ''L'impegno fermo e deciso contro la 'ndrangheta e ogni altra forma di mafia continuera' ad essere portato avanti con uguale e costante determinazione, ben consapevole che nel Mezzogiorno si gioca una partita decisiva per lo sviluppo dell'intero Paese". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, rispondendo alla Camera nel corso del question time. "La lotta alla criminalità organizzata - ha assicurato il ministro - rappresenta un obiettivo prioritario e strategico dell'azione di Governo, perseguita con fermezza e determinazione sull'intero territorio nazionale". La 'ndrangheta, ha sottolineato, ''si muove con particolare dinamicità e capacità operativa, giungendo a forme egemoniche nel settore del traffico della droga, delle armi, del riciclaggio di danaro sporco, potendo anche contare su evidenti connessioni con altre potenti organizzazioni criminali, nazionali e straniere. E', inoltre - ha aggiunto - innegabile la sua capacità di insinuarsi nei gangli della vita pubblica, in particolare negli enti di governo locale e nel settore di appalti di opere, servizi e forniture". Cancellieri ha ricordato tuttavia che sono stati raggiunti "risultati di grande rilievo" sia nel contrasto 'militare' alla 'ndrangheta che nel contenimento della sua capacita' di inquinamento dell'economia legale. Le inchieste, ha osservato, "hanno fatto emergere i diversificati interessi illeciti soprattutto in relazione agli appalti pubblici, alle estorsioni, al voto di scambio e al tentativo di penetrazione in amministrazioni locali calabresi". E numerosi, ha concluso, "sono stati gli scioglimenti intervenuti in Calabria: ben 10 consigli comunali su un totale nazionale di 22 nel corso di quest'anno. L'opera di risanamento ha anche riguardato una azienda sanitaria, quella di Vibo Valentia, e prosegue con altri accertamenti in corso che riguardano lo stesso capoluogo di Reggio Calabria, sottoposto ad accesso".








