Minacce ultrà a giocatori, arresti a Bari
Volevano sconfitte per assicurarsi forti vincite
10 maggio, 21:21
di Roberto Buonavoglia
Avrebbero preteso che i loro beniamini biancorossi perdessero due partite per fare soldi con le scommesse, erano pronti a scatenare la guerra contro gli ultrà del Foggia, covavano propositi ritorsivi nei confronti di due giornalisti che avevano osato criticarli e meditavano un'azione punitiva nei confronti dell'ex portiere del Bari Gillet, ora al Bologna, che li accusa: per questo sono stati arrestati i capi della tifoseria barese Alberto Savarese (ai domiciliari), Roberto Sblendorio e Raffaele Loiacono (in carcere) con l'accusa di violenza privata aggravata. Le partite che i tre ultrà volevano che i biancorossi perdessero sono Cesena-Bari del 17 aprile 2011 e Bari-Sampdoria del 24 aprile 2011, tutte e due terminate con la sconfitta dei pugliesi già condannati alla retrocessione in B.
Le minacce invece risalgono al giorno prima della gara col Cesena quando i tre ultrà, con minacce, chiesero ad Andrea Masiello, Jean Francois Gillet, Massimo Donati, Nicola Belmonte e Alessandro Parisi, di perdere le due partite. Durante l'incontro Sblendorio sferrò uno schiaffo a Parisi e disse: "siete ultimi, avete fatto questo campionato di... non vi è mai successo niente, nessuno ha preso mazzate e cose varie, domani (in occasione di Cesena-Bari, ndr) dovete perdere". E ancora: "Io sono in debito con gente pericolosa e rischio di morire e ho bisogno di soldi (...). Voi ora ci dovete fare un favore a noi (...) se volete fare una vita tranquilla fino a fine anno". Masiello - risulta dagli atti dell'inchiesta - riferì delle minacce all'allora allenatore Bortolo Mutti. "Lui disse - fa mettere a verbale Masiello - che non gliene fregava niente e che noi andavamo a Cesena per vincere la partita". Stessa cosa accadde a Gillet con il direttore sportivo Guido Angelozzi che replicò al capitano: "Tappatevi le orecchie e giocatevi la partita". Interrogati dal pm Ciro Angelillis, Gillet, Rossi e Parisi hanno sempre detto di aver respinto le minacce e di essersele giocate quelle partite, ma il gip Giovanni Abbattista, che ha fatto arrestare i tre ultrà, ha dei dubbi. "Nonostante i buoni propositi - annota il giudice - non sembra che, in campo, i calciatori del Bari manifestino la propria volontà dichiarata al pm di giocarsi la partita". E aggiunge che le dichiarazioni dei tre atleti "sembrano essere mosse" dalla "prevalente finalità di non aggravare la propria posizione individuale al cospetto degli organi disciplinari". Il giudice parla anche di "un forte senso di frustrazione ed impotenza dei calciatori per non avere avuto un adeguato interlocutore ed idonea 'protezione' nemmeno nella società".
Quello che spaventa di più leggendo gli atti d'indagine è la forza dei tre capi della tifoseria barese di "terrorizzare una squadra di calcio di serie A". Poi c'é l'episodio del 22 aprile scorso in occasione della partita in campo neutro al san Nicola di Foggia-Lumezzane. Sblendorio e Loiacono al telefono dicono di voler caricare e picchiare in territorio barese gli odiati tifosi foggiani, cosa che non avviene perché il match viene spostato in tutta fretta a Lecce per motivi di ordine pubblico. I propositi ritorsivi riguardano anche i giornalisti Enzo Magistà, direttore del Tg di Telenorba, e il cronista di Repubblica-Bari Giuliano Foschini che nei loro articoli avevano "censurato" l'operato dei capi della tifoseria barese. Eloquente è l'intercettazione della telefonata del 3 aprile scorso tra Sblendorio e Loiacono. Dice Sblendorio: "Magistà si é tolto la titina, ci sta buttando la merda in faccia, quegli ultrà che si accordavano le partite... oh, Lello in altri tempi avremmo spaccato tutte cose, bombe a Repubblica, mazzate a Magistà avessimo dato... in altri tempi avremmo fatto il bordello...". Nella stessa conversazione telefonica Sblendorio parla del giornalista di Repubblica: "Foschini chi è? Conosci Foschini? bh,bh,bh,bh,bh ...lo mandiamo all'ospedale.. che dobbiamo fare Lello, che ne dobbiamo fare... ma almeno tu sai che vai in galera e alla persona l'hai uccisa... 'perche' sei andato in galera?' Ho menato ai giornalisti, ho menato a tutti quanti...".







