"Morte a Italia", raduno ostile davanti all'ambasciata
09 febbraio, 21:53(di Alberto Zanconato)
TEHERAN - Slogan di 'Morte all'Italia' e 'Morte a Berlusconi', lancio di qualche pietra e alcune uova contro il portone e un cartello stradale con la scritta 'Via Roma' divelto. Sono stati 20 minuti di tensione quelli vissuti questo pomeriggio davanti all'ambasciata italiana a Teheran, dove diverse decine di attivisti fondamentalisti hanno dato vita ad una manifestazione ostile, conclusasi senza gravi incidenti o danni. Contemporaneamente si è appreso che l'ambasciatore italiano, Alberto Bradanini, è stato convocato nei giorni scorsi al ministero degli Esteri iraniano, che gli ha trasmesso una protesta ufficiale per le parole pronunciate dal presidente del Consiglio durante una visita in Israele, la settimana scorsa, quando aveva affermato "il dovere di sostenere e aiutare l'opposizione" nella Repubblica islamica. Ma ad essere presa di mira oggi non è stata solo l'ambasciata italiana. Gli stessi manifestanti hanno sostato anche davanti ad altre sedi diplomatiche europee: quella francese, distante solo poche decine di metri da quella italiana, sulla Via Neauphle-le-Chateau, quella tedesca e quella olandese. Anche qui, hanno riferito i testimoni, si sono viste le stesse scene. I Paesi europei sono colpevoli, agli occhi dei manifestanti, di opporsi ingiustamente al programma nucleare iraniano e di sostenere l'opposizione al presidente Mahmud Ahmadinejad.
In serata il sito in italiano della radiotelevisione di Stato iraniana ha affermato che l'ambasciata italiana aveva dato rifugio a manifestanti dell'opposizione, che ha definito "facinorosi". Mentre la televisione di Stato in lingua inglese PressTv ha accusato il ministro degli esteri Franco Frattini di avere "mancato di rispetto" ai miliziani islamici Basiji per averli indicati come autori della manifestazione ostile. Non è una novità che raduni di questo genere, con la partecipazione di studenti universitari fondamentalisti, vengano organizzati davanti ad ambasciate straniere quando sorge qualche motivo di attrito nei rapporti bilaterali. Ambasciate che preventivamente vengono messe in sicurezza con il dispiegamento di un nutrito schieramento di agenti anti-sommossa. Ma in molti anni non era mai accaduto che, accanto alle grida di 'Morte a Israele' e 'Morte all'America', riecheggiate anche oggi, si udisse quella di 'Morte all'Italià.
Prima di andarsene, i manifestanti hanno gridato: "Se non cambierete, questo è solo l'inizio". E un ulteriore sfregio è stato l'abbattimento di un cartello con il nome di una stradina che fiancheggia l'ambasciata d'Italia: Via Roma. Rispondendo all'affermazione di Berlusconi sul sostegno all'opposizione iraniana, il portavoce della commissione Esteri del Parlamento, Kazem Jalali, aveva detto che essa rappresentava "una aperta interferenza negli affari interni di un Paese indipendente". Non è difficile immaginare che la stessa posizione sia stata espressa dal ministero degli Esteri all'ambasciatore Bradanini. Da notare tuttavia che, forse per non calcare troppo la mano, la convocazione del diplomatico non era stata resa di pubblico dominio dal governo iraniano e soltanto oggi l'ANSA ne è venuta a conoscenza da fonti locali attendibili che hanno voluto mantenere l'anonimato.
Da quando sono cominciate le proteste di piazza dell'opposizione, quasi otto mesi fa, Teheran ha accusato varie potenze occidentali di essere state le artefici della crisi ed é arrivata a prendere severi provvedimenti in particolare contro la Gran Bretagna, espellendo fra l'altro due diplomatici di Londra. Teheran ha detto anche di aver arrestato brevemente "due diplomatici" tedeschi durante le manifestazioni del 27 dicembre scorso. Secondo il settimanale Der Spiegel, invece, si trattava di due poliziotti dell'ambasciata tedesca a Teheran, che sono stati fatti rientrare in patria.







