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Cosi' la ciminiera venne giu'

BOLOGNA - Quello di stamattina per demolire a Bondeno (Ferrara) la ciminiera, di 45 metri e lesionata dal sisma del 20 maggio, è stato "un intervento chirurgico". Nonostante sia rovinata da un'altezza di 30 metri una porzione pesante oltre 40 tonnellate, "abbiamo evitato qualsiasi proiezione di schegge". A rimarcarlo è il tenente colonnello Gianpaolo Lisi, del Genio Ferrovieri dell'Esercito, che ha coordinato l'operazione. Che però si schermisce: "era tutto calcolato certo, ma un pizzico di fortuna non guasta mai...". La cima della ciminiera dell'ex fabbrica di trasformazione del pomodoro è caduta al suolo alle 12.13, ma i lavori per arrivare al risultato erano iniziati alle 8. La torre, alta appunto 45 metri, era stata fortemente compromessa dal sisma. La sezione degli ultimi 15 metri si era fratturata, ed era in torsione. Per il rischio che crollasse sulla strada, il traffico sulla Strada provinciale 69 'Virgiliana' (che collega Ferrara con Mantova) era stato deviato.

"Stamattina prima abbiamo operato per mettere in sicurezza il manufatto - ha spiegato all'ANSA il tenente colonnello - e abbiamo fatto un manicotto di sostegno per evitare che crollasse. Una cosa difficile a quel livello e in quelle condizioni di instabilita". Poi la torre imbracata è stata agganciata a diversi punti di tiro, e tirando da terra né è stata provocato il ribaltamento lungo il punto di frattura. "Abbiamo accolto a terra il materiale con del terreno morbido per attutire il colpo provocato da 40 tonnellate cadute da circa 30 metri". Il Reggimento Genio Ferrovieri di Castelmaggiore (Bologna) era stato chiamato ad intervenire dalla Prefettura di Ferrara. Quello del Genio Ferrovieri è un reparto ad alta specializzazione dell'Esercito, l'unico a disposizione della Nato con la capacità e le competenze per l'esercizio e la gestione delle linee ferroviarie e lavori ferroviari, oltre ad essere in grado di assolvere ai compiti peculiari del Genio Militare. Ha partecipato alle missioni in Bosnia Erzegovina, Albania e Kosovo. E ora sul terremoto. Ma se gli si chiede se nelle zone del sisma lavoreranno, ancora Lisi è chiaro: "qui ci sono tante cose alla nostra portata. Se ci chiamano noi ci siamo sempre".

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