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Cannes: apre il sipario De Rouille et d'Os

dell'inviata Alessandra Magliaro

CANNES - Lui si arrangia con vari lavori, combatte selvaggiamente in incontri clandestini di boxe in strada inseguendo la passione per il pugilato, non comunica con il figlio di cinque anni tirato su dalla sorella, con le donne basta chiamarlo ed è 'ope'', operativo, disponibile a incontri sessuali meccanici, senza parole e soprattutto indolori sentimentalmente. In buona sostanza un animale. Lei fa l'addestratrice di orche in un parco di divertimenti ad Antibes, ha un fidanzato ma sostanzialmente se ne frega. S'incontrano fuori da una discoteca. Comincia un'odissea melodrammatica piena di tragedie, fino ad un lieto fine che arriva quando non ci speri più perché è un colpo di scena pure quello. C'era molta attesa per Ruggine e Ossa (De rouille et d'os) di Jacques Audiard, il regista francese di Sulle mie labbra, Tutti i battiti del mio cuore e soprattutto del Profeta che aveva sfiorato nel 2009 la Palma d'oro accontentandosi invece del Grand Prix della giuria. Tra i favoriti della vigilia (ma oggi non ha convinto tutti), il film di Audiard è interpretato dalla diva francese Marion Cotillard, che impazza su tutte le copertine e gli stilisti fanno a gara per vestirla, la Edith Piaf premio Oscar per La vie en rose curiosamente al debutto in competizione al festival di Cannes.

Lui è il prestante Mathias Schoaerts, attore belga in ascesa, protagonista di Rundskop, entrato quest'anno nella cinquina dell'Oscar straniero. E' una coppia che, seguendo il ritmo incalzante, sempre in tensione della regia di Audiard, emoziona non poco, in un'operazione volutamente di scavo, fino alle ossa appunto, per tirare fuori dai due finalmente il cuore. "E' una storia di ricostruzione e di riconciliazione con la vita prima di tutto e poi anche con l'amore", ha detto Jacques Audiard nella conferenza stampa. Ci si arriva però dopo un discreto numero di disgrazie e violenze: Marion Cotillard è vittima di un incidente mentre lavora con l'orca e si risveglia - ed è una delle tante scene forti del film - scoprendo di avere le gambe amputate al ginocchio. Dopo lo choc iniziale ricontatta lui, tutto preso da allenamenti in palestra, sesso facile, lavori notturni, "di vita come viene". Lei lo accompagna nelle scazzottate a pagamento diventando addirittura la sua manager - Robocop la chiama lui, una specie di Rambo, per ironizzare sul suo handicap. La loro non è neppure una storia, lui non dice una parola, la trasporta di qua e di là come una bambola, al mare per farla nuotare piuttosto che in discoteca. Però sono 'operativi' e le scene di sesso con lei senza arti non passano inosservate. Le cose cambiano, lei lentamente riprende a vivere, torna pure a salutare l'orca. Si capisce che vorrebbe di più da lui, che invece va via da Cannes - in cui è ambientata la storia - per fare il pugile in Polonia. Ma accade un fatto tragico: il figlio lo va a trovare, giocano insieme in un bosco innevato, ma il piccolo cade nel ghiaccio e lui non riesce a liberarlo, urla disperato, si distrugge le mani preziose e in fin di vita lo trasporta in ospedale più morto che vivo.

E qui é la svolta: da quel dolore così profondo emerge d'incanto l'umanità, abbraccia finalmente il figlio e impara a dire ti amo. "All'inizio lei è una principessa arrogante e lui tutto concentrato sul proprio corpo", dice Audiard che dimostra con il film tutta la sua fascinazione per la forza fisica. Ha scelto Marion Cotillard "perché è molto femminile ma al tempo stesso sa diventare virile" e pero l'ha deglamourizzata completamente. Per tutto il tempo del film si è mossa, ha recitato "come se fossi senza gambe, in acqua nuotavo solo con le braccia e mi muovevo pensando di essere handicappata". Un'interpretazione che ha scioccato Schoaerts, "quando si è presentata sul set, depressa, con l'aria suonata ho capito che era entrata già nella parte". Gli effetti speciali sono di un realismo incredibile, quasi fastidioso. La Bim distribuirà in Italia il film tra settembre e gennaio. Cotillard è già data in partenza per un altro set: sarà diretta a Parigi da Asghar Farhadi, il regista iraniano di Una separazione.

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