Dalla prima finale davanti a soli 18 mila spettatori, alla vittoria della Spagna a Vienna, passando per l'unico titolo Europeo vinto dagli azzurri, con l'aiuto di una monetina. E' la breve ma intensa storia degli Europei di calcio, da piccolo torneo per squadre nazionali a gigante del calcio mondiale. Ora, secondo molti, addirittura piu' duri dei Mondiali, ancorche' non altrettanto affascinanti.
Francia 1960
Il primo campionato europeo per Nazioni si svolge in Francia nel 1960. Il segretario della neonata Uefa, Henri Delaunay, approfitta del disgelo a livello politico internazionale ed organizza l'evento al quale prendono parte Francia, Urss, Cecoslovacchia e Jugoslavia, le quattro nazionali uscite dalle qualificazioni tra 17 squadre. L'Italia non c'e', non ha partecipato.
I padroni di casa transalpini escono in semifinale al termine di una rocambolesca sfida con la Jugoslavia che si impone 5-4, rimontando due gol e segnando tre reti in 3 minuti. Nell'altra semifinale, l'Urss liquida la Cecoslovacchia con un secco 3-0. Al Parco dei Principi, il 10 luglio 1960, davanti ad appena 18.000 spettatori, si gioca la finale: i 90 minuti finiscono 1 a 1, e solo ai supplementari arriva il gol decisivo del sovietico Ponedelik. Il primo titolo europeo va quindi alla squadra di Lev Yashin, il 'ragno nero', uno dei piu' grandi portieri della storia del calcio.
Spagna 1964
Per le qualificazioni alla seconda edizione degli Europei scendono in campo 28 nazioni, vale a dire 11 in piu' rispetto al 1960: la rassegna diventa davvero continentale. C'e' anche l'Italia, ma gli azzurri non vanno oltre il secondo turno, eliminati proprio dai campioni in carica sovietici (decisivo il 2-0 dell'Urss nella gara d'andata). Alla fase finale, che si gioca a Barcellona e a Madrid, si qualificano Spagna, Urss, Danimarca e Ungheria. In semifinale gli iberici piegano l'Ungheria 2-1 solo ai tempi supplementari: Amancio segna la rete decisiva al 115', ma grande protagonista del match e' il portiere spagnolo Iribar. Nell'altra gara, l'Urss non ha difficolta' a sbarazzarsi della Danimarca, 3-0. La finale Spagna-Urss si trasforma subito in battaglia e dopo 8 minuti il risultato e' sull'1 a 1. Solo a sei minuti dalla fine arriva lo storico gol di Marcelino che regala agli spagnoli il primo titolo continentale. In Spagna e' festa nazionale, e l'orgoglio patriottico viene anche usato dal regime di Franco.
Italia 1968
Il boom economico e sociale degli anni Sessanta non puo' non coinvolgere anche il nostro calcio, sempre piu' seguito grazie alla rapidissima diffusione di radio e televisioni, e il campionato d'Europa coinvolge sempre piu' Nazionali. Nel 1968 le squadre sono 31, comprese tutte le grandi. La fase finale, sempre a quattro, si gioca in Italia, e gli azzurri affrontano in semifinale a Napoli l'Unione Sovietica. E' l'Italia di Gigi Riva e 'Petruzzu' Anastasi, di Giacinto Facchetti e Sandro Mazzola, ma la sorte non sembra favorevole: palo di Domenghini e gara che finisce sullo 0-0 anche dopo i supplementari. Si tira la monetina negli spogliatoi e Facchetti torna in campo a braccia alzate. Nell'altra semifinale la Jugoslavia piega l'Inghilterra 1-0. Finale a Roma: 1-1 con gol di Dzaijc e Domenghini. Il regolamento prevede la ripetizione della gara, e quattro giorni dopo Ferruccio Valcareggi rivoluziona l'attacco: Italia batte Jugoslavia 2-0 con i gol di Riva e Anastasi. Gli azzurri sono campioni d'Europa.
Belgio 1972
L'edizione degli Europei con fase finale in Belgio, raccoglie ormai consenso unanime e quasi tutte le affiliate all'Uefa partecipano alle qualificazioni. Nelle file della Germania Ovest si mette in particolare evidenza uno dei centravanti piu' forti di sempre, Gerd Muller, e i tedeschi si aggiudicheranno il trofeo grazie alle vittorie sul Belgio in semifinale (2-1), e sull'Urss, 3-0 in finale. Gli azzurri, campioni in carica, vincono il girone di qualificazione con Eire, Svezia ed Austria, nonostante un grave infortunio a Gigi Riva. Le otto qualificate dal primo turno si sfidano in gare di andata-ritorno (la formula e' ancora quella del 1960, in cui la fase finale comprende soltanto semifinali e finali). E l'Italia si ferma proprio ai quarti, eliminata dal sorprendente Belgio. Nella fase finale non c'e' storia: Gerd Muller realizza il gol decisivo contro il Belgio e ne fa altri due all'Urss. Nella sua carriera segnera' 69 gol in Nazionale (in 63 partite) e 365 in Bundesliga.
Jugoslavia 1976
La fase finale si gioca in Jugoslavia e la formula resta invariata: 32 le squadre iscritte per promuoverne quattro alla fase decisiva. Le superfavorite sono la Germania Ovest, campione d'Europa (1972) e del mondo (1974), e l'Olanda di Johann Cruyff, il cui modulo di gioco ha rivoluzionato il mondo del calcio. L'Italia, guidata da Bearzot e Bernardini, attraversa un periodo grigio, e gli azzurri terminano terzi il girone preliminare, dietro Olanda e Polonia. In Jugoslavia approda invece la meno accreditata Cecoslovacchia, che pero' ha gia' fatto fuori Inghilterra e Urss. In semifinale, contro la Jugoslavia, i tedeschi rischiano di uscire: vanno sotto di due gol, ma i nuovi entrati, Flohe e Muller, raddrizzano la gara. Ai supplementari doppietta di Muller. Anche l'altra semifinale finisce ai supplementari e la sorprendente Cecoslovacchia batte l'Olanda 3-1. Anche per il titolo si gioca 120', con Cecoslovacchia e Germania inchiodate sul 2-2. Ma dal dischetto i cechi sono impeccabili: 5 su 5, mentre ai tedeschi e' fatale l'errore di Uli Hoeness.
Italia 1980
Gli Europei tornano in Italia dopo 12 anni e la formula cambia: alla fase finale partecipano otto squadre, divise in due gironi. L'Italia di Bearzot, gia' convincente ai Mondiali del 1978, ha tutte le carte in regola per far sognare i tifosi, ma tre mesi prima della rassegna continentale un macigno si abbatte sul calcio italiano. Il 23 marzo, davanti alle telecamere di '90esimo minuto', polizia e Gdf entrano negli stadi per arrestare Manfredonia, Giordano, Albertosi: comincia cosi' lo scandalo del calcioscommesse che coinvolgera' anche Paolo Rossi. L'Europeo si gioca davanti a pochi spettatori: la Germania Ovest vince facilmente il suo girone, davanti a Cecoslovacchia, Olanda e Grecia, e accede direttamente alla finale. Gli azzurri cominciano con uno 0-0 con la Spagna; poi 1-0 sull'Inghilterra (Tardelli), e un altro 0-0 col Belgio. In finale vanno pero' i Diavoli Rossi, grazie alla migliore differenza reti. L'ultimo atto dell'Europeo del 1980 porta la firma di Horst Hrubesch, autore della doppietta che regala il titolo alla Germania Ovest (2-1). Nella finalina per il terzo posto la Cecoslovacchia batte l'Italia ai rigori, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari.
Francia 1984
Negli anni Ottanta il calcio del vecchio continente domina la scena internazionale: ai Mondiali del 1982 le prime quattro squadre sono europee. Quindi la rassegna continentale in Francia, due anni piu' tardi, si annuncia come la miglior vetrina possibile, ma c'e' subito un clamoroso flop: l'Italia di Bearzot, campione del mondo, offre prestazioni inguardabili e chiude il girone di qualificazione al penultimo posto. La formula della fase finale prevede una novita': le prime due squadre dei gironi non approdano subito in finale, ma affrontano le seconde in semifinale. Dal primo gruppo passano Francia (punteggio pieno) e Danimarca. Nel secondo, un gol dello spagnolo Maceda elimina la Germania Ovest, che viene scavalcata dal Portogallo. In semifinale, la Francia elimina il Portogallo solo ai supplementari, mentre la Danimarca porta la Spagna fino ai rigori, ma un errore di Elkjaer risulta fatale. Per la Francia e' una grande occasione e i Bleus non falliscono: Platini apre le marcature, gli spagnoli si sbilanciano, e vengono punti dal raddoppio di Bellone nel finale di gara.
Germania 1988
L'Italia che si presenta agli Europei del 1988 in Germania e' quella di Azeglio Vicini: e' una squadra giovane formata dal blocco dell'Under 21, anche in prospettiva dei Mondiali del '90 che si giocheranno in Italia. Sempre due i gironi, con semifinali e finale. Nel primo gruppo passano Italia e Germania, fuori Spagna e Danimarca. Nel secondo, la cenerentola Eire sfiora la qualificazione, dopo aver battuto l'Inghilterra con un gol di Houghton. Agli irlandesi basterebbe un pari con l'Olanda per qualificarsi, ma un gol di Kieft infrange il sogno. Nella prima semifinale l'Olanda gela la Germania con un gol di Van Basten ad un minuto dalla fine (1-2). Nell'altra semifinale, giocata su un terreno pesantissimo, Russia batte Italia 2-0. Olanda e Urss si giocano il titolo. Gullit porta in vantaggio gli arancioni e poi Van Basten raddoppia con uno dei piu' bei gol della storia del calcio: destro al volo che si infila in diagonale all'incrocio dei pali piu' lontano. Finalmente un titolo anche per l'Olanda, maestra del calcio totale e tre volte vicecampione del mondo.
Svezia 1992
Il crollo dei regimi comunisti sconvolge la geografia politica e quella sportiva. Agli Europei del 1992 in Svezia i favoriti sono la Francia, l'Olanda campione in carica, e la Germania che ha conquistato il Mondiale nel 1990. Manca l'Italia, arrivata alla fine dell'era Vicini. C'e' invece la Danimarca, che viene ripescata per l'esclusione della ex Jugoslavia, dilaniata dalla guerra. Subito grande sorpresa nel primo gruppo: esce la Francia, passano Svezia e Danimarca. I danesi partecipano per ripescaggio, dopo l'esclusione della Jugoslavia a seguito della guerra: dalle vacanze all'Europeo, saranno la sorpresa.
Nell'altro girone avanzano Olanda e Germania ai danni di Scozia e Confederazione Stati Indipendenti (ex Urss). In semifinale la Germania elimina i padroni di casa svedesi (3-2), mentre la Danimarca impegna severamente l'Olanda, va due volte in vantaggio, ma si fa riprendere. Si va ai rigori, e quello che era stato l'eroe di quattro anni prima, Marco Van Basten, sbaglia il penalty decisivo. La Danimarca sfida cosi' la Germania di Hassler, Sammer e Klinsmann, grande favorita. Pronostico ribaltato: Jensen e Vilfort affondano la corazzata tedesca, e Brian Laudrup alza il trofeo.
Inghiltera 1996
''Il football torna a casa'': con questo slogan l'Inghilterra torna ad ospitare una competizione internazionale dopo l'unico successo ai Mondiali del 1966. La diversa configurazione politica dell'Europa rende necessaria una nuova formula, e le squadre ammesse alla fase finale passano da otto a sedici. L'Italia non supera la fase a gironi: sconfitta 2-1 dalla Repubblica Ceca, viene eliminata anche per un errore dal dischetto di Gianfranco Zola. Subito fuori anche i campioni in carica danesi. I quarti sono estremamente equilibrati: Inghilterra e Francia battono Spagna e Olanda solo ai rigori, mPoborsky regala alla Repubblica Ceca il successo sul Portogallo (1-0). La Germania piega la Croazia, 2-1. Le semifinali si decidono solo ai rigori: passano Repubblica Ceca e Germania, fuori Francia e Inghilterra. Finale a Wembley e cechi in vantaggio su rigore al 58': poi il protagonista diventa Oliver Bierhoff, che prima pareggia e poi ai supplementari firma un 'golden gol', primo nella storia degli Europei.
Belgio-Olanda 2000
L'undicesima edizione degli Europei di calcio si gioca per la prima volta in due nazioni diverse, Belgio e Olanda, ammesse d'ufficio alla fase finale. Nel gruppo A vanno subito fuori Germania e Inghilterra: la prima conquista un solo punto, gli inglesi rimediano 3 gol dal Portogallo. Bene gli azzurri, che vincono il girone a punteggio pieno, seguiti dalla sorprendente Turchia, che fa fuori il Belgio. Negli altri gironi passano Spagna, Jugoslavia, Olanda e Francia. Nei quarti gli azzurri, trascinati da un grande Francesco Totti, battono la Romania 2-0, mentre l'Olanda fa sei gol alla Jugoslavia. La semifinale Olanda-Italia resta nella storia: azzurri in dieci dopo appena 30' per l'espulsione di Zambrotta; Toldo para un rigore a Frank de Boer, poi Kluivert sbaglia il secondo penalty calciandolo sul palo. Finisce ai rigori e gli olandesi ne sbagliano 3 su 4. La finale e' Francia-Italia e gli azzurri passano in vantaggio con Del Vecchio, sprecano con Del Piero, e vengono raggiunti nel recupero da Wiltord. Si va al golden gol e David Trezeguet gela i tifosi italiani: finisce 2-1, ed e' una delle piu' grandi delusioni della storia del calcio azzurro.
Portogallo 2004
Gli osservatori furono quasi tutti d'accordo: gli Europei giocati in Portogallo sono stati i piu' brutti nella storia della rassegna continentale, e il catenaccio organizzato dalla Grecia ebbe la meglio su qualsiasi tentativo di gioco manovrato. Gia' nella partita d'esordio, gli attacchi dei portoghesi si infrangono sul muro dei difensori greci e il contropiede degli ellenici e' micidiale: finisce 1-2, ma i padroni di casa riusciranno a risalire la china battendo Russia e Spagna. La Grecia si qualifica solo per differenza reti. Nel terzo girone nuova delusione per l'Italia di Trapattoni: gli azzurri vincono solo con la Bulgaria (2-1), ma sono eliminati per la differenza reti. Svezia e Danimarca pareggiano 2-2 e si qualificano entrambe: il sospetto di combine e' forte. Ai quarti il Portogallo fa fuori l'Inghilterra ai rigori, la Francia e' la nuova vittima della Grecia (0-1). Avanzano anche Olanda e Repubblica Ceca, ma la finale si gioca tra il Portogallo di Scolari e la Grecia di Rehhagel. Avviene quello che pochissimi si aspettano: la difesa ellenica e' ancora una volta impenetrabile e un colpo di testa di Charisteas al 57' affonda i portoghesi. La Grecia e' campione d'Europa.
Austria e Svizzera 2008
Per la seconda volta sono due i Paesi ospitanti la fase finale degli Europei, Austria e Svizzera. Unica grande assente della 13/ma edizione e' l'Inghilterra. L'Italia e' in un girone di ferro, con Olanda, Romania e Francia. Gli azzurri prendono 3 gol dall'Olanda, ma si qualificano grazie al successo sulla Francia (2-0). Nel gruppo B e D dominio di Croazia e Spagna, mentre avanza anche la Russia di Arshavin. Questi gli accoppiamenti nei quarti: Portogallo-Germania, Croazia-Turchia, Olanda-Russia e Spagna-Italia. Passano tedeschi, turchi e russi, mentre la sfida degli azzurri con gli spagnoli non si sblocca dallo 0-0. Gli errori dal dischetto di De Rossi e Di Natale consegnano alla Spagna la terza semifinale della sua storia e contro la Russia le Furie Rosse non avranno problemi (3-0). Anche la Germania approda in finale, ma il gol che piega la Turchia arriva soltanto al 90' e porta la firma di Lahm (3-2). Ultimo atto: la Germania domina i primi 20 minuti, ma la tecnica degli spagnoli e' superiore e Fernando Torres firma il gol che regala agli uomini di Luis Aragones il secondo titolo europeo.