Le mostre nel week end da Fontana a Burri
Una rassegna sui maestri del contemporaneo
10 maggio, 12:31(di Nicoletta Castagni)
A Firenze i capolavori del secondo '900, con opere di Bacon, Klein, Burri, Kounellis, Picasso, Andy Warhol, ad Arezzo ancora il XX secolo attraverso lo spazialismo di Lucio Fontana: sono queste le opere di maggior richiamo che si aprono nel week end. La fotografia e' invece di scena a Reggio Emilia, dove gli scatti di Don McCullin testimoniano in uno strepitoso bianco e nero i conflitti, le tragedie, il vivere sociale degli ultimi 50 anni.
FIRENZE - Si intitola 'Arte torna Arte' la grande mostra dedicata all'arte contemporanea, ospitata negli spazi delle Gallerie dell'Accademia fino al 4 novembre. Nella sede museale che custodisce capolavori assoluti dell'arte antica quali il David e i Prigioni di Michelangelo, nonché un'importante raccolta di pittura fiorentina medievale e rinascimentale, si concretizza una volta di più il dialogo fra le opere del passato e gli artisti moderni e contemporanei, a testimoniare i valori senza tempo dei linguaggi espressivi. L'esposizione coinvolge infatti non solo gli ambienti specificamente dedicati alle mostre temporanee, ma anche le sale della collezione permanente, laddove l'inserimento di opere del Novecento e della contemporaneità risulti di più immediata e chiara evidenza.La rosa di artisti individuati annovera nomi di massimo rilievo: Francis Bacon, Louise Bourgeois, Alberto Burri, Antonio Catelani, Martin Creed, Gino De Dominicis, Rineke Dijkstra, Marcel Duchamp, Luciano Fabro, Hans Peter Feldmann, Luigi Ghirri, Antony Gormley, Yves Klein, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Leoncillo, Sol Le Witt, Eliseo Mattiacci, Olaf Nicolai, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Pablo Picasso, Alfredo Pirri, Michelangelo Pistoletto, Renato Ranaldi, Alberto Savinio, Thomas Struth, Fiona Tan, Bill Viola, Andy Warhol.
AREZZO - L'opera di Lucio Fontana in mostra fino al 24 giugno nei rinnovati spazi della Galleria Comunale d'Arte Contemporanea per una grande rassegna dal titolo 'Fontana. Hic et Nunc , che propone l'itinerario spazialista dell'autore attraverso l'oltraggio alla materia . Esposte circa quaranta opere, fra buchi, tagli, teatrini, pietre, barocchi, gessi, inchiostri, carte, olii realizzati dal 1949 al 1968, per ripercorrere le fasi cruciali dello spazialismo. A Buenos Aires, nel 1946, Fontana aveva pubblicato il Manifiesto Blanco, col quale esponeva una poetica nuova, successivamente esaltata in varie fasi del Movimento Spaziale. Il percorso espositivo prende le mosse dal periodo precedente al manifesto per proseguire con la produzione più significativa. Si parte infatti con l'idea di 'spazio urbano' del 1935 (i cementi armati razionalisti) per arrivare allo 'spazio cosmico' del 1946 (il primo Concepto espacial) e quindi allo 'spazio radicale (1949, l'Ambiente nero). Ecco nel '51 lo 'spazio decorativo quotidianò (il neon della Triennale) e lo 'spazio sintetico' (1958 il taglio) fino allo 'spazio energetico' (1961 il Cielo di Torino).
REGGIO EMILIA - A Palazzo Magnani ospita da domani una grande rassegna dedicata agli scatti di uno dei miti della fotografia del '900. Intitolata 'Don McCullin. La pace impossibile. Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958-2011', la mostra presenta 160 immagini, tutte rigorosamente in bianco e nero e stampate personalmente da McCullin. Nel percorso espositivo si susseguono attraverso quegli scatti conflitti aspri e sanguinosi e apocalissi umanitarie: la costruzione del muro di Berlino (1961); la guerra in Congo (1964) e quella del Vietnam, culminata nella terribile offensiva del Têt. Si prosegue con la guerra civile e la carestia in Biafra (1968-69), il conflitto nella Cambogia dei Khmer Rossi (1970-75), la guerra civile in Irlanda del Nord (1971), la feroce guerra tra milizie cristiane e palestinesi in Libano, fino ai massacri di Sabra e Shatila (1982). E se McCullin racconta anche i lebbrosi e i poveri dell'India (1995-97), le vittime dell'Aids e della tubercolosi nell'Africa meridionale (2000), non manca di documentare anche le contraddizioni della società inglese, le gang e i teddy-boys, i senza-tetto e i disoccupati, i nobili alle corse dei cavalli di Ascot.









