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Fukushima: disastro peggiore dopo Chernobyl

Classificato con massimo grado scala internazionale gravita'

05 luglio, 16:26
La centrale di Fukushima La centrale di Fukushima

ROMA - Una serie di errori umani e difetti di progettazione favoriti da uno tsunami di proporzioni imprevedibili. Così può essere sintetizzato il disastro della centrale di Fukushima dopo oltre un anno dallo tsunami che lo ha provocato e che ha fatto salire l'incidente al grado massimo nella classificazione internazionale della gravità. Il terremoto che l'11 marzo 2011 ha messo in ginocchio il Giappone è stato classificato di magnitudo 9 sulla scala Richter, il quarto di sempre e il più potente sul territorio nipponico. A questo è seguito uno tsunami la cui onda più alta registrata è stata di 23 metri, mentre la centrale è stata investita da un'onda di 14 metri, molto al di sopra dei 4 metri previsti come massimo.

Al momento del sisma, dei sei reattori della centrale erano attivi solo l'1, il 2 e il 3, mentre gli altri erano spenti, anche se sottoposti a raffreddamento. Alle 15.35, quando lo tsunami da 14 metri ha raggiunto la centrale, 11 dei 12 generatori delle pompe di raffreddamento sono andati fuori uso. L'unico a resistere, che ha evitato danni peggiori ai reattori 5 e 6, era anche il solo piazzato al primo piano. Contemporaneamente tutta la centrale è andata in blackout, compresa la sala di controllo, al punto che i lavoratori hanno cercato di collegare le batterie delle proprie auto agli strumenti per farli ripartire. Nei reattori da 1 a 3 si sono verificate, secondo le analisi della World Nuclear Association, fusioni parziali dei noccioli, seguite da esplosioni e rilascio di isotopi radioattivi nell'aria e nell'acqua. Nel reattore numero 4, pur essendo spento, si è verificata un'esplosione qualche giorno dopo il sisma, dovuta probabilmente a idrogeno che si è sviluppato nel reattore numero 3 ma ha raggiunto il 4 attraverso dei tubi di collegamento. I reattori 5 e 6 invece hanno avuto solo danni minori. La centrale è stata messa in sicurezza definitivamente solo lo scorso dicembre, ma ancora oggi più di 3 mila persone lavorano al decommissioning.

L'incidente è stato nei primi giorni classificato come di livello 5 sulla scala Ines, ma in seguito il rilascio di radiazioni nell'ambiente ha fatto alzare il livello da parte delle autorità a 7: il disastro è divenuto così l'unico oltre a quello di Chernobyl ad avere 'meritato' la classificazione più alta, anche se secondo diversi esperti quello giapponese è stato molto meno grave. Dal punto di vista delle vittime, 167 lavoratori hanno ricevuto dosi di radiazioni superiori a 167 milliSievert, mentre non si sono registrati morti a causa dell'esposizione. Nell'incidente però sono deceduti tre lavoratori per altre cause. Quasi 200 mila persone sono state evacuate dalle aree vicino alla centrale.

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