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Alix Partners, 7-8 stabilimenti auto di troppo in Europa
Per societa' consulenza sovraccapacita' ha raggiunto quasi 30%
10 aprile, 19:12
TORINO - "La sovraccapacità produttiva in Europa ha raggiunto
quasi il 30%. Per recuperare la profittabilità sarebbe
necessario un riassetto di 7-8 stabilimenti". E' quanto ha
rilevato Stefano Aversa, presidente della società di consulenza
AlixPartners, all'assemblea Anfia di Torino. Negli ultimi due
anni - ha ricordato - sono stati chiusi due impianti, quello di
Anversa della Opel e quello Fiat di Termini Imerese, mentre in
Nord America hanno cessato l'attività più di venti stabilimenti
in tre anni, anche se un'elevata percentuale ha riavviato la
produzione, segno di una grande vitalità.
Aversa ha anche sottolineato che, negli ultimi undici anni,
l'Italia è scesa dalla nona alla ventesima posizione nella
classifica dei Paesi produttori di veicoli, mentre la Cina è
balzata al primo posto. Il Paese asiatico è stato anche dal 2009
il principale fattore di crescita di volumi e profitti per
costruttori come Volkswagen che aumentato la sua quota in Cina
dal 2009 al 2011 dal 22,2% al 27%, Ford dal 7,1 al 9%, Gm dal
24,4 al 28% e Bmw che l'ha quasi raddoppiata dal 7,7 al 13%.
L'industria dell'auto tedesca - ha osservato - è quella che ha tratto il maggior beneficio dal boom della Cina con esportazioni pari a 16,7 miliardi di dollari nel 2010 rispetto ai poco meno di 300 milioni dell'Italia. Aversa ha aggiunto che la Cina "é un mercato enorme che offre opportunità di export e joint venture ed è lì che va cercata la crescita". Infine sul mercato italiano la stima di Aversa è che quest'anno raggiunga "i livelli più bassi degli ultimi venti anni, intorno a 1,5 milioni di unità".
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L'industria dell'auto tedesca - ha osservato - è quella che ha tratto il maggior beneficio dal boom della Cina con esportazioni pari a 16,7 miliardi di dollari nel 2010 rispetto ai poco meno di 300 milioni dell'Italia. Aversa ha aggiunto che la Cina "é un mercato enorme che offre opportunità di export e joint venture ed è lì che va cercata la crescita". Infine sul mercato italiano la stima di Aversa è che quest'anno raggiunga "i livelli più bassi degli ultimi venti anni, intorno a 1,5 milioni di unità".







